Categoria: Mobilità
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Il ricorrente è docente di sostegno "di ruolo" nella scuola secondaria di II grado. Presentava domanda di mobilità interprovinciale, chiedendo la valutazione del pregresso servizio reso ma "dimenticando" di inserire nella domanda la dichiarazione che specificasse che si trattava di servizio reso sul sostegno, sebbene nelle dichiarazioni allegate tale circostanza era contenuta. Il SIDI, nella procedura di valutazione, com'è noto interamente automatizzata, correttamente non valutava il punteggio per il servizio reso sul sostegno. Col ricorso introduttivo del giudizio si chiedeva la valutazione del servizio sopra indicato. L'Amministrazione ha eccepito principalmente che la valutazione fatta dal SIDI fosse corretta e che se errore v'era stato, era dovuto esclusivamente all'incompleta dichiarazione resa dal docente. Il giudice ha accolto l'eccezione dell'Amministrazione.

Tale pronuncia è rilevante per l'Amministrazione allorquando la stessa si trova difronte a domande di mobilità contenenti indicazioni contrastanti rispetto alle dichiarazione allegate alla domanda stessa. In tali casi l'Amministrazione non è tenuta ad integrare o addirittura modificare la domanda dell'istante. Peraltro l'art. 5 c. 1 dell'O.M. sulla mobilità del 24/2/2015, già prevedeva l'impossibilità di modifiche o integrazioni alla domanda di trasferimento successivamente alla scadenza di presentazione della domanda. Ciò è peraltro a garanzia della par condicio dei partecipanti alla mobilità.

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Creato 2016-10-29
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Tale ordinanza, favorevole all'Amministrazione, rappresenta la prima pronuncia in materia di mobilità per l'a.s. 2016/2017 attuativa della legge 107/2015 (legge "Buona Scuola") presso il Tribunale di Catanzaro. Pertanto, nonostante la sua natura cautelare, ha una notevole importanza costituendo un primo vaglio giudiziale sulla tanto contestata disciplina della mobilità straordinaria per l'a.s. 2016/2017.

Di grande rilievo, anche nazionale, sono le questioni sulle quali tale pronuncia prende posizione:

1) La prima questione controversa è se coloro che sono stati assunti in forza del piano straordinario di assunzione ai sensi della legge 107/2015 avessero l'obbligo (e non la facoltà) di sottoporsi alla mobilità nazionale straordinaria. Parte ricorrente, infatti aveva affermato che non sussisteva alcun obbligo legislativo di partecipare alla mobilità e che, pertanto, il C.C.N.I. 8.4.2016 e gli atti con cui è stata obbligata a tale partecipazione non erano legittimi poichè violativi di quanto disposto dalla Legge n. 107/2015 in particolare all'art. 1 comma 108. Afferma il giudice in sede decisoria: "La questione va definita affermando che l’art. 1, comma 108, Legge n. 107/2015 prevede un obbligo di partecipazione alla mobilità e che, pertanto, il C.C.N.I. 8.4.2016 e gli atti emanati dal M.I.U.R. relativi alla posizione lavorativa della ricorrente, non risultano illegittimi per tale specifico profilo. Dall’interpretazione delle norme citate si evince che il comma 108 prevede un obbligo di partecipazione alla procedura di mobilità, corredato da un preciso onere, e non una mera facoltà".

2) La seconda questione è se l'obbligo della mobilità nazionale sia violativo del principio di eguaglianza costituzionalmente garantito. Il contratto, infatti, avrebbe discriminato coloro che erano stati assunti entro l'a.s. 2014/15, non sottoposti a tale obbligo, e coloro che erano stati assunti nell'a.s. successivo che lo erano. Sul punto il giudice, riconoscendo la legittimità della normativa legislativa e pattizia, afferma: "Il principio di eguaglianza impone al legislatore di dettare disposizioni differenziate se giustificate da diverse condizioni soggettive e oggettive e pertanto non viola il principio di eguaglianza il fatto che il legislatore assoggetti a una disciplina diversificata situazioni che egli stesso afferma e riconosce come diverse".

3) La terza questione affrontata nell'ordinanza de quo, è se i docenti di sostegno assunti ai sensi della legge 107/2015 avevano diritto alla conferma per l'a.s. 2016/17 nella scuola di servizio, loro provvisoriamente assegnata per l'a.s. 2015/16, similmente a quanto disposto per i docenti già inseriti nella dotazione organica di sostegno (DOS) ed assunti entro l'a.s. 2014/15. Sul punto il giudice così ha deciso: "La norma del contratto collettivo appena citata [art. 7 c.2] va inoltre letta e interpretata all’interno del complesso quadro normativo disegnato dal medesimo contratto che prevede, all’art. 6, uno specifico meccanismo di mobilità con disciplina differenziata in base alla fase di assunzione in ruolo. In base a tale meccanismo i docenti assunti in ruolo nell’anno scolastico 2015/2016 non vantano il diritto alla partecipazione ex art. 7 comma 2 C.C.N.I".

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Creato 2016-10-30
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Personale docente - CCNI mobilità - benefici di cui alla legge 104/92 - valenza all'interno della singola fase - legittimità.

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Personale docente - diritto al riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie ai fini della mobilità e della ricostruzione di carriera -non sussiste

Il giudice, nell'escludere il diritto al riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie ai fini della mobilità e della ricostruzione di carriera, mette in rilievo anzitutto "la normativa concernente la ricostruzione di carriera di cui all’art. 485 del d.lgs. n. 297/94 (c.d. testo unico in materia di istruzione), ai sensi del quale, “Al personale docente delle scuole di istruzione secondaria ed artistica, il servizio prestato presso le predette scuole statali e pareggiate, comprese quelle all'estero, in qualità di docente non di ruolo, è riconosciuto come servizio di ruolo, ai fini giuridici ed economici, per intero per i primi quattro anni e per i due terzi del periodo eventualmente eccedente, nonché ai soli fini economici per il rimanente terzo. I diritti economici derivanti da detto riconoscimento sono conservati e valutati in tutte le classi di stipendio successive a quella attribuita al momento del riconoscimento medesimo”. Alla stregua di tale disposizione, il riconoscimento del servizio pre-ruolo è ammissibile solo ove prestato in scuole statali o pareggiate, non rilevando, dunque, il servizio prestato nelle scuole paritarie.
Il giudice precisa inoltre che: "Il medesimo principio è ribadito dal CCNI del 23.2.2015, concernente la mobilità del personale scolastico per l’a.s. 2015/2016, il quale – nelle “note comuni alle tabelle dei trasferimenti a domanda e d’ufficio e dei passaggi dei docenti delle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I grado e degli istituti di istruzione secondaria di II grado ed artistica e del personale educativo” – prevede espressamente che “il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile in quanto non riconoscibile ai fini della ricostruzione di carriera”.

(t.s.)

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Creato 2016-11-27
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Personale docente - mobilità - legge 107/2015 - mancato trasferimento nonostante la precedenza di cui all'art. 21 della legge 104/1992 - procedimento davanti al G.L. attivato ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 216 del 2003 con le forme previste dall'articolo 44 del decreto legislativo 286 del 1998 in materia di parità di trattamento inerente l'occupazione e le condizioni di lavoro ha natura di procedimento cautelare - configurabilità - sussistenza - procedimento in materia di parità di trattamento inerente l'occupazione e le condizioni di lavoro ha natura di procedimento cautelare - competenza del giudice del luogo in cui ha domicilio l'istante anche in ossequio al principio di prossimità del giudice competente - sussistenza - natura inderogabile - sussistenza - disciplina collettiva - trasferimenti articolati in fasi distinte operatività dei benefici di cui all'art. 21 della legge 104/92 solo all'interno di ciascuna fase - legittimità.

(t.s.)

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Personale docente - mobilità - legge 107/2015 - docenti assunti a tempo indeterminato a seguito del piano straordinario di assunzioni ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e assegnati su sede provvisoria per l'anno scolastico 2015/2016 - partecipazione obbligatoria per l'anno scolastico 2016/2017 alle operazioni di mobilita' su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale - sussistenza.

(t.s.)

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Docenti - mobilità - legge 107/2015 - trasferimento su sede distante 120 km a/r - periculum in mora - non sussiste - lesione del diritto alla continuità didattica - periculum in mora - non sussiste.

E' noto agli uffici del contenzioso che spesso, in ricorsi cautelari aventi ad oggetto la mobilità del personale scolastico, si deduce l'urgenza del provvedimento giurisdizionale dalla interruzione della continuità didattica presso la scuola di ex servizio. In merito il giudice opportunamente osserva: "trattasi di un profilo che, semmai, riguarda gli studenti componenti le classi ad essa assegnate, ma non certo il singolo docente".

Viene ribadito inoltre, nell'ordinanza de quo, che il danno lamentato nei procedimenti cautelari a seguito di mobilità del personale scolastico non può desumersi sic et simpliciter dal solo dato storico del trasferimento. Si precisa, infatti, che non si può "ritenere configurabile il danno per il lavoratore nel senso sopra precisato in re ipsa, date le caratteristiche di atipicità e sussidiarietà dello strumento processuale prescelto, la cui funzione potrebbe essere detta di chiusura del sistema".

t.s.

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Personale docente - mobilità -precedenza di cui all' 8, co. 1, punto III lett. e) del CCNI cit. riferito al personale docente (non necessariamente disabile) che ha bisogno per gravi patologie di particolari cure a carattere continuativo (ad esempio chemioterapia) - diritto alla precedenza per tutte le preferenze espresse nella domanda, a condizione che la prima di tali preferenze sia relativa al comune in cui esista un centro di cura specializzato - certificazione attestante la necessità di cure continuative sia rilasciata dalle competenti unità sanitarie locali e che dalla stessa risulti l’assiduità della terapia tale da comportare necessariamente la residenza nella sede dell’istituto di cura - necessità - rilevanza della sola documentazione medica allegata alla domanda presentata dalla ricorrente all’ufficio scolastico competente entro il termine di scadenza della domanda e non anche quella successiva allegata - sussistenza.

(t.s.)

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Personale docente - mobilità - diritto alla precedenza di cui all’art. 8, punto IV, lett. g) del CCNI mobilità - in caso di omessa dichiarazione personale circa il mancato ricovero a tempo pieno del disabile presso istituti specializzati - insussistenza.

L’art. 4 dell’O.M. n. 241/2016 in tema di modalità di presentazione delle domande di mobilità del personale docente, educativo ed ATA, per come espressamente richiamato dallo stesso art. 8 del CCNI, stabilisce che “il genitore, anche adottivo ed il coniuge e il figlio unico in grado di prestare assistenza e il fratello o sorella in sostituzione dei genitori (come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 233/2005) debbono comprovare che il disabile non è ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati con dichiarazione personale ai sensi delle disposizioni contenute nel D.P.R. 28.12.2000, n. 445 e successive modifiche ed integrazioni” . Lo stesso art. 33, comma 3, legge n. 104/1992 che subordina i diritti “a condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno”. Dunque, nel caso in cui il dipendente non dichiari espressamente che la persona da assistere non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati non ha diritto al riconoscimento della precedenza contrattualmente prevista.

(t.s.)

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Personale docente - vincolo quinquennale su posto di sostegno - diritto al computo del periodo di servizio non di ruolo - non sussiste.

"Il divieto di passaggio su posto comune prima del decorso del quinquennio dall’immissione in ruolo, con conseguente non computabilità dei servizi pre-ruolo svolti su posto di sostegno, non è contrario al divieto di discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato recepito con direttiva 99/70/CE".

t.s.

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