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I termini di impugnazione della sentenza di primo grado sono: 6 mesi (c.d. termine lungo) in assenza di notifica della sentenza alla controparte; 30 giorni (c.d. termine breve) in caso di notifica della sentenza. La conoscenza di tali termini è fondamentale sopratutto per i dirigenti scolastici che si trovano per la prima volta a difendere l'Amministrazione in giudizio davanti al Tribunale civile sez. Lavoro. Nel caso di soccombenza occorre che immediatamente il dirigente scolastico trasmetta all'Avvocatura dello Stato la sentenza ed il fascicolo di primo grado depositato a suo tempo in cancelleria al momento della costituzione in giudizio per il MIUR. Se possibile è opportuno accompagnare la trasmissione con una relazione che sulla vicenda processuale. Ciò consentirà all'Avvocatura dello Stato di proporre eventualmente in modo tempestivo ricorso in appello.

Questa sentenza ribadisce un principio ormai costante nella giurisprudenza della Suprema Corte (si veda anche Corte di Cassazione n. 4690 del 22/2/2008): la notifica della sentenza di primo grado al funzionario delegato è utile ai fini della decorrenza del termine breve (trenta giorni) per impugnarla. Viene affermato un ulteriore principio: la notifica della sentenza ha l'effetto di far decorrere il termine breve solo se è effettuata personalmente al dipendente costituito e non genericamente all'Amministrazione di appartenenza. Il rilievo è notevole: l'eventuale notifica effettuata al MIUR in Roma, circostanza che si verifica di frequente, non sarebbe idonea a far scattare il termine breve per l'impugnazione.

Per completezza si segnala, sopratutto a beneficio dei dirigenti scolastici, che, in attesa della piena attuazione del processo civile telematico (P.C.T.) è onere del dipendente incaricato della difesa di acquisire direttamente nella cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza copia autentica della stessa da trasmettere all'Avvocatura per le valutazione di competenza. Ed infatti, ai sensi dell'art. 429 cpc, normalmente il giudice dà lettura del dispositivo e della contestuale motivazione direttamente in udienza, spesso ciò avviene addirittura nel pomeriggio della stessa giornata dell'udienza di trattenimento in decisione.

(t.s.)

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Creato 2016-11-23
Modificato il 2016-12-14
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I termini di impugnazione della sentenza di primo grado sono: 6 mesi (c.d. termine lungo) in assenza di notifica della sentenza alla controparte; 30 giorni (c.d. termine breve) in caso di notifica della sentenza. La conoscenza di tali termini è fondamentale sopratutto per i dirigenti scolastici che si trovano per la prima volta a difendere l'Amministrazione in giudizio davanti al Tribunale civile sez. Lavoro. Nel caso di soccombenza occorre che immediatamente il dirigente scolastico trasmetta all'Avvocatura dello Stato la sentenza ed il fascicolo di primo grado depositato a suo tempo in cancelleria al momento della costituzione in giudizio per il MIUR. Se possibile è opportuno accompagnare la trasmissione con una relazione che sulla vicenda processuale. Ciò consentirà all'Avvocatura dello Stato di proporre eventualmente in modo tempestivo ricorso in appello.

Questa sentenza ribadisce un principio ormai costante nella giurisprudenza della Suprema Corte (si veda anche Corte di Cassazione n. 4690 del 22/2/2008): la notifica della sentenza di primo grado al funzionario delegato è utile ai fini della decorrenza del termine breve (trenta giorni) per impugnarla. Viene affermato un ulteriore principio: la notifica della sentenza ha l'effetto di far decorrere il termine breve solo se è effettuata personalmente al dipendente costituito e non genericamente all'Amministrazione di appartenenza. Il rilievo è notevole: l'eventuale notifica effettuata al MIUR in Roma, circostanza che si verifica di frequente, non sarebbe idonea a far scattare il termine breve per l'impugnazione.

Per completezza si segnala, sopratutto a beneficio dei dirigenti scolastici, che, in attesa della piena attuazione del processo civile telematico (P.C.T.) è onere del dipendente incaricato della difesa di acquisire direttamente nella cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza copia autentica della stessa da trasmettere all'Avvocatura per le valutazione di competenza. Ed infatti, ai sensi dell'art. 429 cpc, normalmente il giudice dà lettura del dispositivo e della contestuale motivazione direttamente in udienza, spesso ciò avviene addirittura nel pomeriggio della stessa giornata dell'udienza di trattenimento in decisione.

(t.s.)

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