Categoria: Reclutamento
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L'ordinanza cautelare in corso di causa si pronuncia sulla questione della possibilità di inserimento nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (GaE) di terza fascia della scuola primaria e dell'infanzia ai sensi del D.M. 235/2014 per coloro che hanno conseguito il diploma magistrale entro l'a.s. 2001/2002. Tale inserimento è a tutt'oggi negato dal MIUR. La presente ordinanza si pronuncia sul fumus boni juris rigettando il ricorso introduttivo del giudizio previa articolata motivazione. Trattasi di contenzioso c.d. "seriale" ovvero introdotto in numero rilevantissimo in tutto il territorio nazionale. L'esito del presente giudizio, favorevole all'Amministrazione, non è unanime nella giurisprudenza di merito. Le pronunce sono infatti, contrastanti. In alcuni Tribunali è stato pronunciato il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario in favore di quello amministrativo. In altri Uffici Giudiziari i giudici ordinari hanno disposto l'inserimento delle GaE di coloro che siano in possesso di suddetto titolo di studio.

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Creato 2016-10-29
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La sentenza riguarda la riconoscibilità del periodo di servizio militare (od equiparati) prestato non in costanza di nomina. La questione è molto datata e la giurisprudenza è stata contrastante. Il giudice, aderendo all'orientamento che al momento sembra prevalere, ha accolto il ricorso e riconosciuto il servizio reso come utile nella valutazione dei titoli nelle graduatorie d'Istituto. Va precisato che in altre pronunce tale servizio è stato ritenuto riconoscibile anche per le Graduatorie ad Esaurimento (GaE).

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L'ordinanza è importante per la soluzione data alla questione di competenza territoriale.

Alcune ricorrenti, in possesso del diploma magistrale conseguito entro l'a.s. 2001/2002, chiedevano al giudice che fosse riconosciuto il loro diritto all'inserimento nelle GaE 2014/2017 di scuola Primaria e dell'Infanzia. E' noto che il DM 235/2014, così come i vari altri DDMM succedutisi nel tempo riguardanti l'aggiornamento/permanenza nelle GaE, ha vietato nuovi inserimenti.

Orbene, l'art. 413 c. 5 c.p.c. prevede che:“competente per territorio per le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni è il giudice nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale il dipendente è addetto o era addetto al momento della cessazione del rapporto”.

Dunque la competenza territoriale si radica laddove è in servizio il dipendente o era in servizio al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Senonché alcune ricorrenti del giudizio de quo non hanno mai prestato servizio per il MIUR. In tal caso non sarebbe applicabile il citato art. 413 comma 5 cpc. Soccorre, però, quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che ha affermato il seguente principio: "“La competenza per territorio in relazione a domanda diretta alla costituzione del rapporto di lavoro alle dipendenze di una P.A., volta, nella specie, all'accertamento del diritto di un insegnante all'inclusione nella graduatoria dell'ufficio scolastico provinciale, con conseguente immissione in ruolo e sottoscrizione del contratto a tempo indeterminato, spetta, in difetto di un rapporto già in essere, al giudice nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio dove il ricorrente chiede di essere assunto, dovendosi stabilire, agli effetti dell'art. 413, quinto comma, cod. proc. civ., un'equazione fra rapporto di lavoro già costituito e rapporto di lavoro virtuale” (cfr. Cass. n. 10697 del 25.5.2015). Trattasi della c.d. competenza "virtuale".

Il giudice, nella presente pronuncia, ha aderito a tale orientamento e ha dichiarato per i sopra detti ricorrenti il difetto competenza territoriale in favore degli altri Tribunali nel cui Circondario sono collocati gli Uffici scolastici presso i quali tali ricorrenti ambiscono all'inserimento in GaE.

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La sentenza, parzialmente sfavorevole all'Amministrazione, si inserisce all'interno del "filone" del contenzioso lavoristico instaurato dal personale precario della scuola. E' noto che le richieste avanzate in giudizio da tali ricorrenti sono state varie: la "stabilizzazione" del rapporto di lavoro, il risarcimento dei danni, il pagamento degli stipendi ed accessori relativi ai mesi di luglio ed agosto per coloro che avevano ottenuto solo contratti con scadenza 30 giugno, il pagamento degli "scatti biennali", il riconoscimento della progressione stipendiale pari a quella del personale "di ruolo".

La pronuncia in esame, che fa seguito a numerose altre di uguale contenuto, riconosce ai ricorrenti esclusivamente il diritto alla progressione stipendiale e rigetta ogni altra richiesta. Il giudice valorizza in sentenza quanto stabilito dal Tribunale di Roma con sentenza del 15/9/2015 (giudice Paolo Sordi) che ha nella sostanza affermato che l'introduzione della legge 107/2015, che ha previsto la stabilizzazione della maggior parte del precariato, ha costituito il soddisfacimento di quanto prescritto dalla Corte di Giustizia dell'unione Europea nella famosa sentenza di novembre 2014 sul precariato nella scuola italiana. Sul punto afferma tale pronuncia: "sembra evidente che le disposizioni della l. n. 107 del 2015 richiamate in precedenza vadano ad impattare proprio sugli evidenziati snodi essenziali del ragionamento svolto dalla Corte di giustizia e, precisamente, sul ritenuto carattere aleatorio dell’immissione in ruolo dei lavoratori destinatari, nel corso degli anni passati, di ripetute assunzioni a termine. Infatti attualmente costoro, semplicemente manifestando la loro volontà in tal senso, saranno assunti a tempo indeterminato con decorrenza almeno giuridica dal settembre 2015 (ciò anche per coloro che, come la ricorrente, siano destinati ad essere immessi in ruolo all’esito della c.d. fase c), onde neppure nei confronti di tale categoria di lavoratori può ipotizzarsi l’inadeguatezza della tutela assicurata dalla nuova disciplina)".

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Tale sentenza nega il diritto all'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GaE), di coloro che hanno conseguito il titolo relativo al Tirocinio Formativo Attivo (TFA). La pronuncia ribadisce il carattere "chiuso" delle GaE nelle quali sono vietati nuovi inserimenti se non nei casi previsti espressamente dalla legge.

(T.S.)

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La sentenza, che conferma di rigetto del ricorso del primo grado di giudizio, si occupa del caso di chi asserisce di non aver potuto presentare tempestivamente domanda per via telematica di aggiornamento/permanenza nelle GaE per impedimento personale e che comunque la cancellazione dalle GaE prevista dal D.M. 235/2014 in assenza di tale domanda sarebbe illegittima.

In estrema sintesi il collegio giudicante ribadisce in modo esemplare alcuni principi già presenti in giurisprudenza:

1) la natura delle Graduatorie ad Esaurimento, per come delineata dalla legge, esclude il diritto al reinserimento di coloro che ne sono stati cancellati per omessa o tardiva presentazione della domanda di aggiornamento/permanenza;

2) Nessun norma di diligenza e correttezza impone all'Amministrazione l'obbligo di comunicare direttamente al docente l'adozione del D.M. che bandisce l'aggiornamento della GaE benché il dipendente sia assente dal servizio.

(t.s.)

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Modificato il 2016-12-14
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Personale docente - diritto all'inserimento "a pettine" in GaE di diversa provincia - insussistenza.

La sentenza è l'unica in materia che abbia registrato esito favorevole per l'Amministrazione nei Tribunali di Catanzaro e Lamezia Terme. Il motivo del rigetto del ricorso è fondato in estrema sintesi sulla circostanza che la posizione della ricorrente si scontra con quella di coloro che, ugualmente inseriti in coda ma con maggior punteggio, ove fossero stati anch'essi inseriti a pettine, avrebbero loro ottenuto la nomina in ruolo. La presente pronuncia accoglie la tesi sostenuta dalla Corte d'Appello di Torino nella sentenza n. 1144/2013.

(t.s.)

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Personale docente - mancata presentazione della domanda di permanenza/aggiornamento nelle GaE - cancellazione dalle stesse - legittimità - diritto al reinserimento - insussistenza.

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Personale docente - dipendenza di malattia da causa di servizio, equo indennizzo e risarcimento dei danni - assenza di domanda amministrativa - inammissibilità - assenza dell'indicazione dei fatti su cui si fonda la pretesa - nullità del ricorso - sussistenza.

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Personale docente - diritto al riconoscimento giuridico ed economico del servizio nei mesi di luglio ed agosto in caso di supplenza su posto in organico di fatto con termine al 30 giugno - insussistenza.

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